IL BIBERON

Scritto Saturday, 19 July 2008 da Admin

La sterilizzazione del biberon

Per un allattamento artificiale, bisogna prevedere quattro o più biberon muniti di relativo bicchierino protettivo, tettarella, ghiera, tappo e bottiglia, con componenti smontabili per consentire la massima igiene (sterilizzazione) e sicurezza.
Per fare i biberon si utilizza il vetro che non assorbe gli odori, i sapori o i colori dei cibi; sopporta bruschi sbalzi di temperatura e può essere sterilizzato sia a caldo che a freddo.
La plastica: è un materiale più leggero del vetro, infrangibile, si può sterilizzare a caldo e a freddo, si può riscaldare e resiste agli sbalzi di temperatura.
Il biberon da 250 ml serve per le poppate quotidiane, i mini-biberon di 150 ml, molto utili per le poppate ridotte, l’acqua, i succhi di frutta e le tisane, i maxi-biberon (350 ml) per le poppate con i primi biscottini.
Le forme sono diverse: la forma anatomica garantisce il riempimento costante del succhiotto; l’impugnatura ergonomica utile per bambini che vogliono fare da soli; l’antirigurgito, con una particolare inclinazione che assicura una poppata senza l’assunzione di aria.
La tettarella del biberon imita il più possibile la forma e il funzionamento del capezzolo materno e segue perfettamente l’arco del palato ed è disponibile in caucciù, una gomma naturale, resistente, morbida, molto elastica, di colore giallo-ambrato, che però con il tempo tende a diventare opaca e a trattenere gli odori; o in silicone, prodotto chimico, atossico, abbastanza morbido ed elastico, che mantiene inalterata la sua forma nel tempo, ma è più facilmente lacerabile e quindi poco adatto per i bambini ai quali sono già spuntati i dentini.
Il foro da cui fuoriesce il liquido dovrà quindi essere della misura adeguata, se la tettarella ha un’apertura troppo larga, il bambino ingerisce troppa aria. Se il foro risulta troppo piccolo il bimbo, per l’eccessivo sforzo nel succhiare, assorbe molta aria e smette  anticipatamente la poppata La tettarella può avere un solo foro per un flusso di latte ridotto, tre fori per un flusso più abbondante. Con un unico foro grande si somministrano i biscotti con il latte, un foro a stella per le pappe più dense come semolini.
Un accessorio importante è lo scaldabiberon elettrico, che consente di regolare la temperatura del latte e di mantenerla. Il calore del latte artificiale deve corrispondere a quello corporeo di 37° C: se la poppata si compone di latte già preparato, allora basterà solo riscaldarlo; al contrario, se si utilizza il latte in polvere, sarà necessario fare attenzione ad agitare accuratamente il biberon finché la polvere di latte non si sia completamente sciolta nell’acqua, che sarà preferibilmente imbottigliata (l’acqua minerale risulta batteriologicamente pura, quindi utilizzabile senza bisogno di bollitura).
Il biberon deve essere lavato con acqua calda e uno scovolino, pulendo con attenzione tutto il biberon Affidatevi ad un prodotto specifico e sciacquate tutto, ripetutamente sotto l'acqua calda corrente, quindi procedete alla sterilizzazione.

 

La sterilizzazione del biberon

Attenzione a non esagerare con atteggiamenti fobici! I germi normalmente presenti nel mondo circostante il bambino (sui giocattoli, lenzuola, mani dell’adulto, vestiario, ecc.) è parte integrante dell’ambiente, che deve essere “conosciuto” dal piccolo e contro il quale il bambino stesso deve sviluppare idonee difese. La sterilizzazione è necessaria almeno per i primi sei mesi di vita; dopo tale periodo, considerando che il bambino comincia a portarsi alla bocca qualsiasi oggetto riesca a raggiungere, la sterilizzazione diventa una scelta individuale, potendo essere sufficiente un adeguato lavaggio.
La sterilizzazione a caldo si basa sull’azione disinfettante e battericida dell’acqua bollente..
Il metodo con l’acqua bollente prevede di far bollire in una pentola, a coperchio chiuso o in un apposito contenitore, per almeno 20 minuti gli oggetti da disinfettare, controllando che siano completamente ricoperti d’acqua. Una volta conclusa l’operazione si getta l’acqua e si lasciano sgocciolare gli oggetti sterilizzati, senza toccarli con le mani. I biberon poi vanno rimontati con le mani pulite e con la tettarella girata verso l’interno. Il vantaggio di questo metodo è che è molto economico e pratico, poiché non richiede particolari attrezzature: è sufficiente un fornello e una pentola da cucina.
Il metodo con il vapore richiede l’uso di specifici apparecchi che sfruttano il vapore acqueo per distruggere i germi. Ne esistono di due tipi: elettrici o per forni a microonde. I primi sono formati da un bollitore a corrente elettrica, un cestello in cui porre i biberon, un termostato per tenere la temperatura costante e una valvola di sicurezza. All’interno dell’apparecchio viene fatta bollire una piccola quantità d’acqua che sprigiona il vapore che in una decina di minuti disinfetta gli oggetti. Gli sterilizzatori per forni a microonde invece sono composti da un contenitore a chiusura ermetica e un cestello porta biberon. Il vantaggi degli sterilizzatori a vapore è la velocità di esecuzione: 10-15 minuti con gli apparecchi elettrici, 4-8 minuti con il microonde.
Il metodo a freddo, invece è un metodo chimico che prevede l’uso di appositi disinfettanti liquidi o in compresse effervescenti, assolutamente non tossici per il bambino, da sciogliere nell’acqua fredda in cui si immergono gli oggetti da sterilizzare. Questa sostanza chimica antibatterica agisce in 30-90 minuti, non essendo necessario il risciacquo, gli oggetti possono essere lasciati immersi fino al momento dell’uso (la soluzione va rinnovata ogni 24 ore). Anche se rispetto agli altri il metodo a freddo presenta una spesa maggiore, per l'acquisto periodico del disinfettante, il vantaggio di questo metodo è la praticità a differenza del metodo a caldo, che necessita sempre di un fornello, di una presa di corrente o di un forno a microonde, questo metodo può essere usato facilmente anche fuori casa.

TRATTO DA LIBRO
“IL PEDIATRA NEL CASSETTO”
Dalla nascita all'adolescenza. Istruzioni per l'uso
Dr. Gianfranco Trapani
GIUNTI ED. FIRENZE 2008